Educare gli studenti all’uso dell’AI è una priorità

Essere insegnante in questo periodo storico di profondo cambiamento è una professione piena di sfide e di responsabilità: oltre a informarsi costantemente sui nuovi sviluppi delle scienze che studiano i processi di apprendimento e sugli interessi dei ragazzi e il modo per integrarli nelle proposte educative, è necessario tenersi aggiornati sui continui, significativi mutamenti tecnologici che destabilizzano i vecchi metodi di insegnamento, rendendoli obsoleti.

Purtroppo, però, sento ancora tanti docenti che si rifiutano di prendere in considerazione l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nei loro insegnamenti, ritenendola “la morte della creatività”, un metodo per farsi fare i compiti a casa o imbrogliare durante i test in classe.

Prima di alzare barricate nei confronti dell’introduzione dell’AI nelle proprie pratiche didattiche, proviamo a considerare quale utilità questa possa avere per gli studenti.

Secondo il work-trend-index della Microsoft nel 2024 l’utilizzo dell’AI negli ambienti lavorativi è incrementato del 75%: gli imprenditori si stanno attrezzando per introdurre l’AI nei loro sistemi, gli impiegati stanno imparando a usarla e a istruirla (faticoso periodo di transizione). 

Tutto si sta spostando in questa direzione!

É chiaro che molte carriere richiedono familiarità con queste tecnologie ed è quindi necessario che  i nostri ragazzi siano in grado di entrare nel mondo del lavoro con una chiara idea di come l’AI possa essere sfruttata all’interno del loro campo di studi.

Rifiutarsi di aiutare gli studenti a familiarizzare con l’Intelligenza Artificiale sarebbe un’azione anacronistica e deleteria per il loro futuro successo lavorativo.

Ma cosa comporta l’uso dell’AI in classe?

Privacy e sicurezza. In Italia, le regole per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale da parte dei minorenni sono delineate in un disegno di legge che stabilisce specifiche disposizioni riguardanti il consenso al trattamento dei dati personali.
Secondo la bozza del disegno di legge, i minori che hanno compiuto 14 anni possono dare autonomamente il consenso al trattamento dei loro dati da parte di sistemi di AI (come per i Social Network). Per i minori di età inferiore ai 14 anni, è necessario il consenso di chi esercita la responsabilità genitoriale. Questa normativa mira a garantire che i minori siano protetti e che i genitori siano coinvolti nelle decisioni relative all’uso della tecnologia da parte dei loro figli. 

Educazione all’uso critico e consapevole dell’AI. Come ogni strumento, l’Intelligenza Artificiale non è in sé, né positiva né negativa, positivo o negativo è l’uso che se ne fa.
Nel nostro caso, siamo chiamati a trasmettere agli studenti i vantaggi che l’AI può apportare ai loro processi di apprendimento e di pensiero critico, scoraggiandone l’utilizzo passivo e acritico.

Modifica dei metodi di insegnamento. Sono ormai anni che i docenti sono indirizzati verso le “buone pratiche didattiche” per la creazione di un ambiente di apprendimento stimolante e l’Intelligenza Artificiale sarà, già a partire dal prossimo anno scolastico, un’ulteriore spinta e aiuto verso la costruzione di attività didattiche in cui lo studente sia il vero protagonista e la lezione frontale avrà ancora meno senso.

L’uso dell’Intelligenza Artificiale nella didattica presenta molte opportunità per migliorare l’apprendimento e promuovere l’inclusività, ma non dimentichiamo che il supporto umano rimane cruciale per il processo educativo, in quanto fornisce orientamento e supporto emotivo: è, dunque, importante che l’integrazione di queste tecnologie sia guidata da principi educativi ben definiti e che gli insegnanti continuino a svolgere un ruolo basilare nel processo di apprendimento.


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